LA RICERCA
Ma come si misura la qualità igienica di una superficie?
In realtà, una metodica ufficiale non c’è. È stato necessario definire il concetto
e mettere a punto il metodo di prova. Ciò è stato possibile grazie al coinvolgimento
nel progetto di ricercatori specialisti in ingegneria dei materiali, in biologia e
in medicina dell’Università di Modena e Reggio Emilia.
LA METODICA
Sono stati messi a confronto provini di acciaio (ASTM A366) rivestiti con i
trattamenti galvanici standard di nichelatura, cromatura, ruthenyum ®,
threechromium ® e provini di acciaio inox, vetro, policarbonato.
Diversi lotti di provini (coupons), dopo essere stati rigorosamente sterilizzati,
vengono inseriti in un CDC Biofilm Reactor insieme a soluzione fisiologica e
una brodocoltura di Pseudomonas aeruginosa ATCC 27853. Il CDC Biofilm
Reactor altro non è che un reattore appositamente progettato per favorire al
massimo lo sviluppo di pellicole di colonie batteriche (biofilm).

Dopo 24 ore trascorse nel reattore viene estratto un primo lotto di provini. Il
biofilm che si è formato sulla superficie dei provini viene rimosso (conformemente
alle procedure in letteratura scientifica e la norma ASTM E2196-02) e dopo
adeguata preparazione vengono conteggiate le colonie di batteri, in termini
di unità formanti colonia (UFC), che lo popolano. Minore è il numero della
colonie conteggiate maggiore è la resistenza della superficie
all’attecchimento dei batteri.
Un secondo e un terzo lotto di provini vengono estratti rispettivamente dopo
48 ore e 72 ore trascorse nel reattore e analizzati come il primo lotto. Minore è il numero della colonie conteggiate a 72 ore e maggiore è la resistenza
della superficie allo sviluppo dei batteri.

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